Uovo spray Eggy, per chi non deve chiedere mai?

eggy eurovo

Voi lo conoscete? Si chiama Eggy, lo produce Eurovo ed è sostanzialmente una bomboletta con delle uova in spray: ne avevo già parlato un mesetto fa e ve lo presento perchè, ad oggi, resto perplessa. Parecchio perplessa e vi racconto anche perchè. Non sono una salutista in generale nel senso che mangio pure le porcate più estreme (anzi, spesso mi nutro di questa roba qua) è solo che queste uova spray non s’affrontano, mi dispiace proprio!

In pratica si tratta di una bomboletta come quelle che si trovano sugli scaffali del supermercato al reparto igiene personale, una specie di deodorante per farla breve, che al suo interno contiene quella che l’azienda ha definito una “mousse subito pronta, per frittate, uova strapazzate, crêpes e impanature” che, una volta aperta, “può rimanere fuori dal frigorifero fino a 6 mesi”: se già state tirando fuori gli occhi dalle orbite o state avendo dei conati sappiate che non siete soli.

Il contenitore spray è sicuramente bello, non c’è che dire: è nero con la scrittina gialla, ricorda da vicino un deodorante molto fashion per l’uomo che non deve chiedere mai ed enfatizza il fatto che dentro ci si trovano 6 uova pastorizzate e provenienti da galline allevate a terra ovvero, stando alla normativa comunitaria, galline che razzolano dentro capannoni senza finestre e su terreni coperti di sabbia o paglia in misura di 7/9 per mq (pensate se ci mettessero noi umani in un capannone insieme ad altre 7 persone con luce artificiale!).

Eggy, che pure è un nome caruccio per un prodotto di questo tipo, uno di quei nomi che dici “cavolo, quasi quasi ci faccio un pensierino, sia mai che mi ritrovi all’improvviso nel Mulino della pubblicità con tutte ‘ste gallinelle che razzolano intorno a me e io che mi trasformo in una sorta di Heidy de noantri!”, è dedicato chiaramente a chi non ha tempo e non vuole perdere tempo in cucina ma ragioniamo senza andare per stereotipi (anzi, andiamoci pure perchè stavolta servono, eccome se servono!): se io uso le uova normali, che per aprirle ci impiego 3 minuti e per sbatterle 4-5 al massimo, che senso ha spendere soldi per comprare Eggy?

Per altro il costo di Eggy è pure alto: 3.50 euro per la bomboletta contro una media di 1.30 euro per sei uova tradizionali, come la mettiamo?

E se uso le uova normali, quanto risparmio in termini di impatto ambientale rispetto all’utilizzo di una bomboletta spray che, seppur fosse realizzata a basso impatto, comunque finirebbe nella busta della spazzatura pronta per essere smaltita in chissà che modo? Nulla, perchè i costi ambientali per lo smaltimento dell’imballaggio sono altissimi e peraltro molto spesso la bomboletta finisce nell’indifferenziata e produce ancora più danni!

Voglio dire, farsi una frittata è la cosa più banale dell’universo e se ti riesce male, storta, gonfia in mezzo e bassa di lato o vicevesa, pensi davvero che qualcuno protesterebbe? Io non credo, a meno stiamo parlando di una frittata da presentare a Masterchef per la quale, per inciso, Eggy non andrebbe bene lo stesso…

Seriamente, stento a capire in primis il target effettivo a cui si rivolge il prodotto (donne in carriera senza tempo? Mamme svogliate? Single senza speranze? Pasticcioni in cucina?) e poi la necessità di pubblicizzarlo come se fosse qualcosa di davvero utile all’umanità quando, lo ricordo per l’ennesima volta, aprire un uovo e sbatterlo per una frittata è la cosa più banale del mondo!

In buona sostanza io provo tutto ma Eggy non ho intenzione di provarlo, assolutamente: le uova sono roba seria, mangiarne di un certo tipo è nostro dovere, rifiutare certi surrogati che “aiutano” chissà chi è allo stesso modo nostro dovere. E imparare ad aprire due uova, salarle e sbatterle è obbligo morale, pure se non si ha tempo e non si hanno voglia e/o capacità in cucina.

Per la cronaca, siccome di ‘sto affare qua si sta parlando parecchio, tale Federico Lionello, responsabile marketing di Eurovo, sta setacciando tutti i blog/magazine e lascia a tutti lo stesso commento: FEDERICO LIONELLO se per caso passi di qua NON copiare e incollare lo stesso commento che ho letto più o meno su 11 altri blog e similari perchè A) non è professionale, B) avvaloreresti la mia (fondata) tesi ovvero che se un responsabile marketing va a parlare del suo prodotto su un blog/magazine è equiparabile a Berlusconi quando parla delle sentenze che lo riguardano, C) è davvero brutto leggere sempre la stessa cosa senza un minimo di personalizzazione.

(Mi pare che la foto sia esplicativa di quello che contiene la bomboletta vero? Sussultate pure perchè ce n’è ben donde!)