Pringles Multigrain: il baffetto che non perde il vizio di piacere

pringles Multigrain

Premetto subito una cosa: questo è un post sponsorizzato, cioè non è un post pagato in soldoni ma in tre pacchi di tubi Pringles che il paziente (non nel senso di Dottore Dottore, ma proprio nel senso di infaticabile 🙂 ) Donato qualche settimana fa mi ha fatto avere per testarle, consapevole che mai avrei detto di no ad un regalo di questo tipo 🙂

I tre tubi di Pringles che la Cuochina ha assaggiato sono Classic, Paprika e Sour Cream & Onion nella variante Multigrain ovvero con l’aggiunta di farina di riso, farina di granturco, farina di malto d’orzo e semola di grano alla base classica.

Il parere? Positivissimo sulla versione Classic, che acquista un sapore più ricco e corposo grazie alla presenza del mix di cereali, positivo sulle versioni Paprika e Sour Cream & Onion ma solo per un gusto personale che mi porta a non amare molto i sapori forti della paprika e della cipolla; peraltro in quel di Dublin le versioni Paprika e soprattutto Sour Cream & Onion vanno alla grandissima.

E se la confezione regalo da sola valeva “il prezzo del biglietto” 🙂 purtroppo devo rivolgere una critica (non sarò di certo l’unica ne sono certa!) ai produttori delle Pringles: il tubo è bello, è fashion, è figo ma lo sapete quanto è scomodo quando, magari in macchina e stressati dal traffico, si deve cercare di agguantare l’ultima patatina rimasta e lo si deve fare con una mano/braccio che nel tubo non ci entrano proprio?

Il problema è che alla quinta patatina diventa impossibile prenderne altre dal tubo senza inclinarlo rischiando di farle cadere tutte a terra e senza capovolgerlo per sistemare le patatine su un piatto o su un piano “normale”… insomma, amici della Pringles perchè non trovate uno stratagemma così ci evitate l’esaurimento nervoso ogni volta che ci viene la voglia di mangiarci delle patatine? 🙂

Postillina: pur essendo stata invitata alla serata di presentazione delle Multigrain per ovvi motivi non sono potuta andare ma se volete potete leggere il racconto di Tania che c’era 🙂