People’s Supermarket a Londra, un nuovo modo di fare la spesa

people supermarket londra

Ci sono notizie che ti cambiano letteralmente la giornata, di quelle che ti fanno pensare “toh, un altro mondo davvero è possibile”, di quelle che ti fanno tornare agli anni dell’adolescenza quando pensavi che bastava un po’ di volontà e il mondo sarebbe stato più bello (un po’ come lo zucchero di Mary Poppins). E’ quello che mi è successo quando, sfogliando l’Independent, ho letto di questa iniziativa tutta inglese che secondo me è degna di nota: il People’s Supermarket.

Che di fatto potrebbe sembrare una roba molto proletaria ma in realtà è solo il modo per permettere alle persone di riappropriarsi del proprio mondo e della propria coscienza critica nel fare la spesa, in una città che da sempre è simbolo di spreco.

Il funzionamento è semplice: si versano 25 sterline l’anno per entrare in cooperativa e ci si rende disponibili per prestare servizio 4 ore alla settimana dentro il supermercato e ricevere in cambio il 10% di sconto sulla spesa alimentare. La particolarità è che i prezzi sono già molto bassi rispetto alla standard londinese ed europeo e che chiunque fa parte della cooperativa ha la possibilità di dire la propria su cosa mettere in vendita e cosa non proporre.

Non solo questo perchè nell’ottica del risparmio (di cui vi avevo già parlato raccontandovi della bella esperienza di Lisa Casali) quando i prodotti sono vicini alla data di scadenza viene messa a disposizione la People’s Canteen dove la frutta e la verdura che stanno per andare a male possono essere cucinate e vendute agli acquirenti.

Inutile dire che i prodotti sono tutti o quasi a Km zero e che il rapporto produttore-consumatore è diretto e assicurato dalla presenza di quelli che fanno parte della cooperativa e che sono i primi a voler mangiare sano e “pulito”; ci sono comunque prodotti di ogni tipo e si va dai grandi marchi internazionali ai prodotti del commercio equo e solidale nonostante si presti tantissima attenzione ai freschi.

Mi sembra un’idea intelligente specie in un momento in cui si presta poca attenzione a quello che si mangia e soprattutto si compra come se si fosse degli automi: ritrovare la libertà di scelta è fondamentale in tutti i settori, probabilmente il “food” è la sua manifestazione più alta dal momento che quello che mangiamo e come lo mangiamo ci rende quello che siamo. E la consapevolezza è la base per vivere meglio: da soli e in comunità.