I panini dell’autogrill, fenomenologia di un successo

autogrill panini

Siamo arrivati al giro di boa: oggi è venerdì 5 agosto 2011, le strade (forse) si intaseranno di macchine, gli aeroporti si riempiranno di vacanzieri con il cappellino in testa, la macchina fotografica al collo e le Crocs ai piedi, le città (forse) si svuoteranno. Tutti i partenti che si metteranno in viaggio sulle autostrade saranno accomulati da una sola cosa: i panini dell’Autogrill. Che, per onor di cronaca, rientrano nella categoria dei panini di cui preferisco parlare di più in assoluto, fosse solo (anzi E’ solo) per i nomi che i geni del marketing gli hanno affibbiato.

Perchè il panino dell’Autogrill non è un semplice panino ma è un simbolo di appartenenza: alla nazione, alla propria città, ad un gruppo sociale. E come tale, come simbolo, va analizzato alla radice, nome per nome, per capire cosa potesse passare in testa a chi ha deciso di dare quel nome a quel panino e cosa passa in testa a chi decide di prendere un panino piuttosto che un altro. Ripieno escluso, che tanto conta poco 🙂

Pronti, via? Chiaramente l’elenco non è esaustivo ma si basa sull’euristica della disponibilità 🙂

Fattoria: è il preferito di quelli che pensano che “regionale è meglio” e che si dimenticano che pane di Altamura, speck e formaggio francese non sono propriamente avvicinabili al concetto di “regionalità”. Qualcuno forse spera che all’improvviso Heidi arrivi dalle montagne gridando ai quattro venti “ollalaiiii” magari supportata da Pippi Calzelunghe. Per quelli confusi.

Camogli: pensi Camogli e pensi Liguria poi però la focaccia con prosciutto cotto ed Emmental ti riporta alla mente le scorribande dei tempi che furono e ti lascia quella tristezza dentro che è anche peggio del sapore. Per i nostalgici.

Apollo: apoteosi del lavoro dei copy Autogrill. Sottilissimo gioco di parole per indicare un semplicissimo panino con la cotoletta, peraltro pure abbastanza rinsecchito, di quelli che quando sei a casa ti spari solo quando vuoi farti del male. Per quelli che ci credono.

Norcino: è pane e porchetta, senza tanti giri di parole. Solo che se venite con me alle fraschette di Ariccia assaggiate quello serio, quello che ti unge le mani, quello che “non ne puoi più fare a meno” e se invece assaggiate questo, ecco… continuate voi 😀 Per i fighi a tutti i costi.

Icaro: è l’apoteosi dei panini estivi a base di prosciutto crudo, robiola e rucola. Credo che i copy di Autogrill si siano sbizzarriti nel voler trovare un nome che suonasse leggero per fare presa sulle signore a dieta perenne (o che fanno finta di…). Per i salutisti.

Ischia: è il panino dei vegetariani e dei vegani, di quelli che lasciano l’unto pure solo se li guardi. Qualcuno lo ha definito a forma di isola e ogni giudizio è sprecato. Per quelli che “la verdura è meglio”.

Capri: schiaffa la mozzarella e il pomodoro in un panino, fai finta che sia nutriente ed estivo e sarai felice. Ecco, è il panino amato da chi sta andando in vacanza al mare, vero insulto all’isola del sole ma con taaanto appeal. Amato dalle signore Vuitton-munite.

Bufalino: è il fratello zozzo del Capri, con la mozzarella di bufala campana DOC che sbuca fuori come se non ci fosse un domani. E’ il panino di chi sta andando in vacanza e si convince che ingozzandosi di mozzarella di bufala si lasci definitivamente la città alle spalle.Per i presunti foodie.

Rustico: qua siamo nel regno della leggerezza con un panino leggero come la casa che schiacciò la Strega Cattiva dell’Est. Pane, pancetta, emmental, provola affumicata, pomodori e origano: dopo averlo mangiato Pasquale Ametrano vi farà un baffo. Per quelli che “l’omo adda’ puzza’”.

Rustichella: Il must. La regina del banco dei panini in Autogrill. Ti guarda ammiccante con la sua forma arrotondata a lunetta e il suo ripieno fatto di pancetta affumicata, provola e origano. Se te la riscaldano come si deve si può soprassedere sull’ammontare spropositato di origano, se te la riscaldano alla meno peggio preparatevi ad una quasi morte lenta e inesorabile. Non conosce categoria nè appartenenza sociale perchè mischia tutto e piace a tutti. Per i veri estimatori.

Maxi mortadella: l’apoteosi del panino. Pane e mortadella tagliata alta. Favoloso. Il più buono secondo la sottoscritta è quello dell’Autogrill di Montepulciano ma la percezione potrebbe essere falsata dalle sensazioni che evoca 🙂 Non c’è trucco non c’è inganno: è il panino per quelli rustici, quelli genuini, quelli che non badano all’apparenza 😀

Nel corso degli anni Autogrill ha sfornato taaaanti altri panini con nomi allucinanti: chi ricorda Spinaciotto? E Panchito? E Ulisse?

Per concludere voglio rassicurare tutti: questo post non è stato scritto sotto l’effetto di sostanza stupefacenti o chissà cosa. Però se decidete di non leggermi più, ecco, non potrei biasimarvi visti anche i precedenti 😀

Se volete, potete considerare questo spazio come il lettino dello psicanalista e confessare a quale panino dell’Autogrill proprio non potete resistere 🙂