Regali di Natale gastronomici: dimmi cosa regali e ti dirò chi sei

regali gastronomici

Ammettetelo: anche voi, come me, siete preoccupati per i regali gastronomici che arriveranno a casa per Natale? Io ogni anno sono terrorizzata e mi preoccupo per gli altri perchè quando si regala cibo si commette sempre qualche errore, sia che lo si compri sia che lo si prepari a casa propria. Ovviamente ogni regalo di Natale culinario nasconde una personalità ben precisa dietro e volevate mica credere che mi lasciassi sfuggire la possibilità di classificarle, sempre a modo mio? 🙂

Perchè chi regala prodotti gastronomici a Natale si divide tra la voglia di fare bella figura e la voglia di far sentire apprezzato il destinatario del dono; è la modalità di scelta dei prodotti che varia e che permette una classificazione semiseria dei “donatori” folli di leccornie natalizie:

– L’intenditore: sceglie con accuratezza l’anfratto più ricercato dove andare a comprare i prodotti e prepara con accuratezza il suo cesto scegliendolo di un materiale prezioso e vistoso. All’interno ci infila la bottiglia più magnum di tutto il negozio, il panettone preparato con una ricetta segreta, le lenticchie annaffiate con l’acqua benedetta e i cioccolatini “rari e preziosi”. Immancabile il biglietto da visita del negozio ben visibile in modo che si sappia bene da dove proviene tutto quel ben di Dio e se ne possa trarre anche qualche conclusione economica. Di solito esordisce con la frase “niente di che, è solo un pensiero”. Pericoloso.

– L’intenditore fasullo: il supermercato di fiducia è il suo fornitore ufficiale per i regali di Natale gastronomici. Si arma di carrello e pazienza andando alla ricerca di tutti i prodotti natalizi più costosi del negozio facendo affidamento sulla concezione che “più costa e più è buono” ma non potendosi permettere di spendere determinate cifre nei negozi scelti dall’intenditore cede al supermercato. Spesso si lascia abbindolare dalle confezioni “Made in Italy” perchè è convinto di aiutare l’economia italiana e fare bella figura con i destinatari del regalo. Subdolo.

– Il risparmiatore: dategli un pacco natalizio in offerta promozionale e lo farete felice. Non gli interessa la marca di quello che acquista ma ragiona secondo la logica del “un panettone vale l’altro” e “quel che conta è il pensiero”. Se gli capita di ricevere in regalo il pacco del dopolavoro con panettone/pandoro, bottiglia di spumante e cioccolatini boeri degli anni Ottanta si arma di ingegno, lo disfa e distribuisce i vari doni ai vari destinatari, insieme a qualche altro affarone da supermercato. Ingegnoso.

Il “faccio tutto io”: si ingegna per stupire i destinatari dei suoi regali proponendo prodotti preparati in casa all’insegna dell’“homemade is better” e soprattutto del “lei non sa chi sono io”. Si presenta all’appuntamento con lo scambio dei regali con confezioni stile Martha Stewart e dolcini provenienti dalle parti più disparate del mondo. Anche in questo caso è d’obbligo il “nooo, non ci ho messo mica tanto. Sono semplici e poi è solo un pensiero” ma in cuor suo sa benissimo di aver speso più tempo e più energie a preparare quattro biscotti dal nome impronunciabile di quello che il Sioux ha impiegato a compiere la sua missione. Edonista.

Il tradizionalista furbo: la sua missione è regalare prodotti genuini e legati al territorio senza spendere tante energie. Il forno di fiducia è la sua risorsa e per evitare che qualcuno lo batta sul tempo già alla fine di novembre ordina l’impossibile in modo da avere tutto ciò che deve regalare in tempo per fare bella figura. Spesso scarta i pacchi preconfezionati e prepara delle confezioni apposite aggiungendoci un tocco personale, un biglietto, due cioccolatini ma se lo mettete alle strette e gli chiedete se ha preparato tutto da solo gli ci vorranno due minuti per confessare. Geniale.

Il tradizionalista genuino: le sue ricette arrivano dal ricettario della nonna o della bisnonna e come tali sono imperfette ma tradizionali. Inizia a preparare i biscottini dall’inizio di dicembre e quando deve regalarli ne sistema un quantitativo spropositato alla meno peggio su un vassoio in cartone, li incarta con della carta da pacchi bianca, aggiunge un foglio di carta natalizia, due nastrini dorati e via. Prepara i suoi regali fedele al motto che “non conta la presentazione ma il gusto” e se analizzate bene i suoi dolci potreste trovarci dentro residui non specificati derivanti dalla lavorazione in cucina 🙂 Felice caciarone.

Io faccio parte dell’ultima categoria: poca attenzione per i dettagli, molta per il contenuto e per la quantità. Il personaggio che più mi fa paura è l’intenditore fasullo perchè è il classico tipo che nasce tondo e non muore quadrato per cui se per caso vi scappa di dirgli che la marca di panettone che ha scelto non è la migliore anche se costa di più e gli portate dei dati a sostegno avrete di rimando, se vi va bene, una rispostaccia nella quale vi si etichetta come ignoranti. 😀

E voi, che tipi di regali gastronomici fate? E di chi avete paura? 🙂