Ma come ti vesti… in cucina? A muzzo, perchè?

ma come ti vesti

Quella che segue è una riflessione sociologica, di quelle che so già dove partono ma che non so mai dove arrivano e che comunque, se lette nella giusta prospettiva, hanno pure un loro senso. Non è una vera e propria opinione non richiesta ma è proprio un post senza senso, che con la cucina però ci entra e parecchio: ma come ti vesti… in cucina? 🙂 Che si lega al post sui miti da sfatare per quel che riguarda i foodblogger!

Nasce dall’ennesima puntata di Desperate Housewives in cui Gabrielle cucina con una tuta Juicy Couture del valore minimo di 300 euro che ti prende a male solo quando te la guardano e c’hai paura che te la sciupano con lo sguardo e Bree sforna manicaretti indossando una longuette stretta, una camicetta di raso e pizzo e delle decolletè tacco 12 senza sporcarsi un minimo.

Ed è stata amplificata anche da una delle ultime puntate di Ma come ti vesti? (ringrazio chi me l’ha segnalata! 😀 ) nel corso della quale Enzo e Carla hanno vestito una delle loro seguaci come si veste una vera blogger: sisi, non state leggendo male, noi blogger o presunte tali secondo ‘sti due c’abbiamo un codice di abbigliamento, non si scappa!.

Così mi sono vista io che se nella vita quotidiana ho la grazia dell’elefante quando cucino sto messa ancora peggio: cucino quasi sempre scalza, quasi sempre in pantaloni della tuta e maglietta a maniche corte e quando è freddo aggiungo la felpa.

Il grembiule a casacca? Maddechè, io uso quello preso coi punti del supermercato e solo nelle occasioni che contano tiro fuori quello personalizzato e impermeabile per evitare di fare proprio una figura da quattro soldi! Guanti da cucina, cappellino e/o bandana per evitare l’odore di fritto? Ma che è, ‘na presa pei fondelli? 😀

Unico limite che mi sono data è il pigiama: non ci cucino con il pigiama, neanche se mi ammazzano e mi torturano, perchè mi fa ribrezzo pensare poi di andarci a letto. Se però il pigiama deve finire nella cesta dei vestiti sporchi, tadaaaaan!, ecco qua che diventa il perfetto abbigliamento per la cucina! 🙂

E’ che pure nelle occasioni “formali” cuciniere mi scoccio di vestirmi formale, figuriamoci se devo stare in cucina a casa mia: e poi chi l’ha detto che un pantalone della tuta non è scic? 🙂 Vi farei vedere la mia collezione per farvi ricredere soprattutto abbinata a t-shirt da paura che da sole valgono il prezzo del biglietto! 😀

Di contro a tutto questo, c’ho una cucina che è uno specchio pure mentre sto cucinando perchè se cucino e intorno a me c’è disordine e sporco entro nel pallone quindi appena vedo una macchia, una pentola fuori posto o il lavandino che si sta riempiendo di stoviglie lascio tutto, mi metto a pulire e ricomincio a cucinare: chiamasi mania ossessiva-compulsiva 🙂 ma di questo vi racconterò in un altro meraviglioso post senza capo nè coda.

Carla, Enzo, modaiole che pure quando ci sono -10 vi mettete i sandali, precisine e precisini sappiate che non c’è verso di farmi cambiare e se vi capita di passare a casa mia mentre sto cucinando avete la licenza di chiedermi “Ma come ti vesti?” e io ho la licenza di rispondervi “A muzzo, perchè?” 😀

Lettori affezionati che siete arrivati alla fine di questo post al quale ora voglio dare un senso, voi come vi vestite per cucinare?