Le cose che non vorrei più leggere su un blog di cucina

foodblogger cosa non leggere

Questo blog in quasi due anni di vita si è evoluto parecchio mantenendo lo spirito che lo contraddistingue: il fancazzismo! 😀 E’ che se non ci ironizzi e scherzi sopra muori soffocata su te stessa e ti trovi ad un punto in cui, anche se lo fai per lavoro, ti prendi talmente tanto sul serio che inizi a crederci pure tu. Di pari passi si modifica continuamente il panorama dei blog di cibo in Italia, c’è chi svolta, chi fa finta di svoltare, chi vorrebbe ma non puo’. Quindi, amici ascoltatori, l’opinione non richiesta di oggi è tutta dedicata alle cose che non vorrei più leggere e trovare su un blog di cucina. Sia chiaro, non mi esento a priori nel senso che alcune di queste cose che critico probabilmente le ho fatte pure io ma, ecco, non le vorrei comunque più leggere o trovare, non so se mi sono spiegata! 😀

Mettiamoci per un attimo dalla parte di chi legge che, lo ricordo per chi se lo dimentica in continuazione, è non solo il destinatario finale di ciò che scriviamo (fatta eccezione per marito/moglie, mamma, papà, parentame e qualche amico di buona pazienza) ma è che colui che ci permette o meno di sopravvivere e pensiamoci: che cosa infastidirebbe il lettore medio? Che cosa il lettore medio non vorrebbe trovare su un blog di cucina? Ve lo dico io, che sono una medio-woman, vediamo se vi sovviene! 😀

a. errori/orrori in italiano: curare i contenuti è fondamentale e le foto servono a poco se quando si scrive si è delle capre. No, non giustifico l’orrore di grammatica con la troppa fretta perché se non verifichi ciò che scrivi vuol dire che non ti interessa nulla di chi ti legge e quindi per me vali zero a prescindere, pure se fai delle foto che Mario Testino lo lasci indietro due palmi;

b. colonne con i banner delle collaborazioni più lunghe dei post: questo è un “problema” nel momento in cui i banner diventano più importanti del contenuto, in cui dentro un post si spiattellano miliardi di nomi di prodotti che davvero non riesci a capire se la persona che scrive ha davvero cucinato oppure ha assemblato quattro ingredienti regalati e via (peraltro sempre gli stessi ingredienti, delle stesse aziende che contattano la qualunque!). Non mi interessa se si hanno collaborazioni e di che tipo (ognuno fa quel che vuole nonostante ci siano dei limiti) ma almeno fate i seri: muovete il culo e andate a fare la spesa!;

c. animazioni flash, stelle e brillantini che scendono dal cielo, immagini pesanti: ma che cos’è la fiera del trash? Ok, al gusto non si comanda ma non ci tediate con le vostre paranoie da quarta elementare, per favore. Io di stile ed eleganza ne ho pochi ma di pazienza ancora di meno e se entro in una pagina e ci trovo un ammasso di oggetti volanti strani scappo pure se il/la foodblogger è meglio di Gordon Ramsay;

d. scopiazzamenti vari: non intendo solo scopiazzamenti di ricette che sempre ci sono e sempre ci saranno ma scopiazzamenti nello stile, nel modo di fare, nel modo di porsi. Non serve fare la bocca a culo di gallina per essere accettati, non serve lucidarsi per seguire l’onda del momento ed essere amati, serve sempre la chiarezza ed essere diretti senza inventarsi un personaggio solo perché è bello farlo;

e. foto personali, belle o brutte: a me lettore medio e stronzetta foodblogger non interessa vedere le vostre foto personali spiattellate sul blog dove mi fate vedere quanto siete magre, quanto siete grasse, che bel costume che avete comprato, come è bello il vostro smalto e quanti baci date a vostro marito o a vostro figlio. Per questo ci sono i fashion blog e per questo i blog di cucina dovrebbero differenziarsi, pussa via bocche a culo di gallina!;

f. racconti personali troppo personali: idem come sopra. A me dispiace pure se vostra zia Mariolina non è andata al bagno per 4 giorni ma onestamente se sto cercando la ricetta del tiramisù perché devo leggere, come incipit, dei problemi intestinali di una sconosciuta? Per questo ci sono i blog personali, lasciate ai blog di cucina il loro compito e risparmiateci certi racconti che già ci pensa il TgCom a deliziarci;

g. smancerie e compagnia bella: perdonatemi foodblogger unite nella lotta contro il logorio della vita moderna ma io a tutte queste smancerie non ci credo e mi fanno sempre ridere un pochino/parecchio. Non ho parole per descrivere i motivi per cui le foodblogger bucoliche, quelle amorevoli verso tutto e tutti, quelle che sembrano uscite da Alice nel paese delle meraviglie sono poco tollerate, forse perché di vero c’è poco? Voglio vederle tutte ‘ste bucoliche e amorevoli fanciulle nella vita reale come sono anche perché, osservatele bene, sono le prime a non fare gruppo impegnate come sono a mantenere in piedi quello che hanno creato! 😀

h. post e titoli in inglese senza sapere l’inglese: è vero che uno si fa una risata quando si leggono gli strafalcioni ma vale lo stesso discorso del punto a. Scrivere in una lingua che si conosce approssimativamente e pensare di scrivere bene al punto di vantarsene è non solo squallido ma anche molto molto molto scorretto nei confronti di chi legge. Ve lo dice una che vive all’estero, lavora con aziende food che si interessano ai blogger italiani e che ogni giorno viene sottoposta alla tortura di dover spulciare quali sono i blog che vale la pena seguire/contattare perché lavorano bene in inglese: surprise, surprise, fatichiamo a trovarne ma ci facciamo tante risate, specie quando leggiamo le superstar della blogosfera fuddesca! 😀

Last but not least, la postillina finale (tanto perché di amici non mi interessa farmene e mi piace selezionare parecchio :D): la pagina dei link è stata modificata, alcuni blog amici sono stati aggiunti, altri sono stati eliminati, altri ancora saranno aggiunti e altri probabilmente eliminati. Essere diretti paga sempre, essere ossessionati meno e soprattutto pensare di dover rimanere laddove si è per chissà quale diritto ha in sè qualcosa di profondamente sbagliato. Quindi se vi elimino non ve la prendete a male, non è un fatto personale ma dipende in primis dalla mia stronzaggine, in seconda battuta dal fatto che leggendovi ho capito che no, non fate per me e in terza battuta perché ne preferisco pochi ma buoni. Sempre! 😀

Pace e bene, stavolta quanti nuovi nemici ho acquisito?! 😀 😀 😀 😀