Gordon Ramsay, fenomenologia di un successo televisivo

Chi mi segue sa benissimo che io adoro vedere programmi di cucina e ho la fortuna, vivendo a Dublino, di poterli seguire in lingua originale e praticamente in contemporanea con l’America o con l’Inghilterra oltre che di poter seguire anche programmi che in Italia non arriveranno mai. Per me lo è da sempre ma pare che anche in Italia sia ormai scattata la Gordon Ramsay mania per via di una serie di programmi (con relativa promozione) che inizieranno/sono iniziati su Sky. Ecco, devo dire che sono proprio contenta di questa cosa perché dopo anni di predominio assoluto di Jamie Oliver nel panorama culinario finalmente si inizia a fare sul serio anche da noi.

Non me ne voglia nessuno ma a me Jamie Oliver non piace per tante diverse ragioni tra cui la sua pretesa di cucinare italiano così come spagnolo senza farlo realmente e inventandosi dei piatti che non esistono e la sua faccia da bravo ragazzetto che proprio non funziona per me.

Ramsay è l’opposto, è un dittatore, uno che non ti manda a dire quello che pensa, uno che è meglio tu stia zitto o rischi di prenderti uno schiaffone, un arrogante, uno che sa di cucinare bene e non si vergogna a farlo pesare agli altri.

Gordon Ramsay è un cattivo ragazzo e volete sapere perché piace tanto (all’estero stanno avanti, Oliver è già passato da un bel po’, spazio a diverse tipologie di “chef”)? Perché è esattamente speculare a ciò che noi non vorremmo mai essere e a ciò che non vorremmo mai trovarci davanti, è il classico “stronzo che c’ha ragione”, quello con il temperamento e che non risolve tutto con il sorriso.

Ramsay è uno che ti chiama idiota se hai sbagliato ma quando ci azzecchi ti riempie di complimenti e ti fa capire se qualcosa è perfetto, è uno che non fa differenza tra uomini e donne in cucina riservando a tutti lo stesso trattamento (e volte dire che non è una cosa che fa piacere?) e le cui ricette sono fenomenali e, quando cucina italiano, cucina davvero italiano.

Gordon Ramsay piace o lo si detesta in favore delle belle facce e dei sorrisi dispensati a destra e a manca ma di sicuro è un personaggio che puo’ vantare ben 13 stelle Michelin (che, per inciso, non mi interessano in questo caso) e una fama che lo precede dovuta ai programmi tv che lo hanno “democratizzato” (provate a prenotare uno dei suoi corsi di cucina, vedete quanto si spende e quanti vanno anche se, credetemi, è un’esperienza).

Mentre scrivevo questo post, molto più del solito, mi sono ritrovata a pensare se Gordon Ramnsay possa essere considerato un maleducato o un arrogante e la conclusione, per me ovviamente, è no, non lo è: è uno che ti dice le cose come stanno, da cui si sa benissimo cosa aspettarsi e che se si decide di seguire lo si fa anche per il piacere di sentire parolacce e insulti. Non lo reputo maleducato ma semplicemente uno che ti mette in riga e siccome ho sempre pensato che la strigliata con la cazziata fanno parte del gioco del crescere, anche a 40 anni, a me Ramsay piace! Oh, poi non dimentichiamoci che quello che vediamo è il Gordon televisivo e che la logica della costruzione del personaggio televisivo conta più della realtà.

Quelli a cui piace Gordon Ramsay sono quelli che non badano troppo all’apparenza e molto alla sostanza, vi pare poco? 😀

Postillina: se per caso volete esulare il personaggio televisivo dallo chef reale oltre a passare da una delle sue scuole o da uno dei suoi ristoranti vi consiglio la sua bibliografia completa. Le ricette sono spettacolari, i consigli da appuntare sul frigorifero di casa e di tutto quello che si vede in televisione c’è davvero ben poco!