Cara azienda ti scrivo così ti bacchetto un po’

foodblogger aziende

L’angolo delle opinioni non richieste sta diventando sempre più irriverente soprattutto grazie a chi legge che ci mette davvero del suo e di questa cosa sono davvero grata a tutti quelli che passano di qua, anche a quelli che per qualsiasi motivo non lasciano commenti. Mi sono soffermata spessissimo a parlare di blog e cibo, di foodblogger, di cosa sono e cosa non sono ma ora l’attenzione voglio puntarla sulle aziende. Ebbene sì, tremate: aziende e foodblogger, un rapporto d’amore e odio.

Non è mica una invenzione che le aziende traggono beneficio dai blog e che i blog traggono beneficio dalle aziende MA non è nemmeno un’invenzione che i blogger (almeno la maggior parte!) sono dotati di cervello e quindi di capacità di ragionare e capire se una collaborazione vale o meno la pena, se un’azienda ci piace oppure no, se vogliamo dare spazio ai salumi di tizio o a quelli di caio o a quelli che produce mio nonno sotto casa; ecco, il problema è che l’approccio delle aziende al fantastico mondo dei foodblogger prende sempre più una piega strana. E la colpa sta nel mezzo!

Perchè si pensa che basti il contentino, basti l’email in cui si scrive “sei stato selezionato perchè sei il migliore”, basti il nome famoso per ottenere pubblicità aggratis, scavalcando così qualunque regola che prevede la seguente equazione: pagare denaro=vedere cammello. Che non vale sempre ma a volte è bene che valga.

Sara qualche mese fa ne aveva parlato elencando 12 punti da sottoscrivere uno per uno e io amplio/riprendo la lista sperando che le aziende interessate al mondo food si smuovano un pochino e inizino seriamente a ragionare:

1. I foodblog non sono una sorta di “zona franca”: il 95% della popolazione blogghesca non usa il blog come lavoro e quindi deve essere in qualche modo retribuito se dedica alla tua azienda del tempo. Inutile dire che il 5% dei blogger di cucina che campano grazie a questo mestiere vanno retribuiti il doppio vero? Ah, per retribuzione non intendo (solo) economica ma se ci chiedete di scrivere un post parlando di quanto è buono il vostro nuovo salame d’oca che dite se ci citate, se ci date qualcosa, se ci gratificate in qualche modo, se ci fate sentire importanti?

2. I blogger non si comprano: anche se pare il contrario, un’azienda seria è quella che valuta a chi proporre i suoi prodotti sulla base di ciò che legge sul blog. Inutile che mi proponete di scrivere di carne in scatola solo perchè sul mio blog scrivo ricette veloci perchè in questo modo mi dimostrate o che non si capisce di cosa scrivo e come lo scrivo o che siete scemi!

3. I blogger non sono una categoria: ogni blog ha dietro una persona e magari sarebbe opportuno evitare di scrivere “caro blogger” nell’email di presentazione. Basta cercare dentro il sito, anche leggendo l’autore dei post, o chiedere direttamente per trovare il nome di chi scrive e fare bella figura. Credo sia superfluo dire che se mandate la stessa email a 1000 blogger dovete almeno cambiare il nome e se mi chiamo Veru e continuate a chiamarmi “Teresa” allora avete un problema grosso?

4. I blogger dicono no: anche se vi sembrerà strano, c’è una buona fetta dei blog di cucina che rifiutano le collaborazioni quando non le reputano interessanti, eticamente corrette, giuste, quando in sostanza non mangerebbero mai quello che gli viene proposto di promuovere. Indi per cui, cara la mia azienda che mi leggi, se per caso mi hai contattata e ti ho detto di no motivando la mia scelta, che dici di evitare di persuadermi dicendo che non ho capito niente? Sai com’è, è che poi a una fumina come me capita che un giorno le girano male e te la fa pagare scrivendoci pure un post!

5. Le aziende devono dire di no: esattamente come il punto 4, anche voi care le mie aziende dovete saper dire no quando vi contatta qualche blogger che non brilla esattamente per contenuti ed estetica. Se decidete di affidare a Internet parte della vostra strategia di marketing i canali entro cui veicolarla sono fondamentali: sì, la copertina vale parecchio e fa la differenza e se non ve ne accorgete peggio per voi, vuol dire che vi meritate quello che avete! 😀

6. I blogger hanno una loro opinione: se accettiamo di provare un prodotto ma poi ne parliamo male o “così e così” non è mica il caso che ci mandate un’email dicendo che così non si fa e blablabla. Se un prodotto non ci piace, che dite siamo liberi di dirlo oppure dobbiamo dire che è ottimo solo perchè ce ne avete mandata una confezione? Ecco, apritevi e accettate il consiglio/critica che è sempre cosa buona e giusta!

7. Le pagine su Facebook non sono mondezza: aziende, ristoranti, produttori che ne dite se invece di venire a spammare sulle pagine Facebook dei foodblogger in maniera indecente e anche rompiscatole non chiedete? Io non nego a nessuno di mettere il suo link anche perchè non me ne viene niente in tasca ma cancello a manetta tutti quelli che arrivano, piazzano il link dove chiedono di visitare la pagina blablabla e se ne vanno: aho’ ma che credete di stare a casa vostra?

8. I foodblogger seri sono pedanti: care la mie aziende del settore, dovete essere pronte ad essere criticata se avete fallito perchè chi scrive di cibo lo fa per passione e ci mette la faccia per cui se voi sbagliate, lui/lei vi punisce. Studiate il soggetto, studiate il suo blog e siate pertinente altrimenti arrivederci o, come ho risposto qualche tempo fa, see you not later! 😀

Ovviamente i punti di cui sopra valgono per la sottoscritta e per una serie di (parecchie) altre blogger ma chiaramente siccome ognuno fa storia a sè, ognuno poi si prende la responsabilità di ciò che scrive, di ciò che consiglia e di ciò che mangia; non siamo snob (non tutte almeno, io un pochino sì!) ma se abbiamo/vogliamo un minimo di credibilità lo dobbiamo pure alle scelte che facciamo, mi sbaglio?

Voglio concludere dicendo che per me (che peraltro lavoro pure nel settore) la pubblicità non è una cosa da condannare ma diventa deleteria quando non la si fa con criterio: e le aziende che ci contattano per proporci i loro fantasmagorici prodotti food dovrebbero mettersi la mano sulla coscienza prima di passare dalla ragione al torto marcio!

Al via le danze e i commenti… 😀

[Postillina necessaria: come lavoratrice del settore organizzo spesso campagne con i blogger e in passato ho commesso errori madornali proprio perchè non mi sono resa conto di molti dei punti di cui sopra indi per cui ormai sono bella ferrata in materia! 😀 Come blogger mi pare chiaro che questo non è un blog pubblicità-free ma è un blog con sponsorizzazioni ragionate, dove i prodotti vengono testati e consigliati/sconsigliati, dove dai contest come ho avuto modo di dire più volte non prendo nulla e dove si dice no. Spesso. Spessissimo!].