Attenzione, concentrazione, ritmo e vitalità: Free Rossella Urru!

Free Rossella Urru

Questo blog raramente tratta questioni socio-politiche anche se ne avrebbe spesso tanta tanta voglia ma quello di oggi è un post speciale, a blog uniti, perchè lo scopo è far sentire la nostra voce per una vicenda che i media non stanno trattando minimamente (e che con Internet e la cucina ha poco a che fare!) e che io, come giornalista e professionista della comunicazione, mi sento in dovere di raccontare: la cattura di Rossella Urru.

L’iniziativa è stata lanciata dal blog di Sabrina Ancarola per fare in modo che ci si accorga che una ragazza sarda di 29 anni è stata rapita lo scorso ottobre insieme ad altre due persone in Algeria: la Urru è rappresentante della ONG Comitato Italiano Sviluppo dei Popoli e in Algeria si occupa di rifornimenti alimentari.

Del suo rapimento non si parla, nessuno si interessa e nessuno fa nulla per tentare di trovare una soluzione e il motivo è, secondo me, uno solo: questa donna non riveste alcun tipo di ruolo all’interno dell’agenda mediatica italiana perchè non è una persona conosciuta e dunque il suo rapimento è come rimasto nascosto, è come lasciato da parte in attesa che le notizie arrivino da sole come una manna dal cielo.

Non me ne voglia nessuno, ma ricordate quante (sacrosante) parole spese per i vari giornalisti (per me colleghi) rapiti nelle varie zone del mondo? Ecco, le considerazioni se facciamo un paragone sono ridotte a zero e i fatti parlano chiaro: la Urru non appartiene nè ad ONG fighe e conosciute nè a gruppi editoriali grandi nè ha qualcosa a che fare con qualche personaggio importante.

Ci voleva prima Geppi Cucciari a Sanremo e poi l’iniziativa di Fiorello su Twitter (peraltro non è sua la paternità dell’hashtag che circola su Twitter, sempre giusto per la cronaca!) per parlare di Rossella Urru, cioè, ci rendiamo conto vero?: la Farnesina parla di riservatezza ma onestamente parlare di cosa succede senza raccontare cosa si sta facendo, se lo si sta facendo, per liberare la Urru è un dovere morale dei media, sia quelli schierati che quelli non schierati.

L’etica e la morale non appartengono alla politica ma al senso del pudore e alla percezione che si ha dell’altro, specie in situazioni come queste e il compito dei media, diceva qualcuno, è di essere “dei cani da guardia”: ecco, facciamo che si torni ad essere cani da guardia come si deve e che il caso di Rossella Urri diventi prioritario!

Per la cronaca, in giro per il mondo ci sono 10 italiani rapiti di cui non si sa nulla, questi i loro nomi: Rossella Urru (rapita in Algeria), Maria Sandra Mariani (rapita nel deserto algerino), Giovanni Lo Porto (rapito in Pakistan), Franco Molinara (rapito in Nigeria) e l’equipaggio della nave cargo Enrico Ievoli sequestrata in Somalia.

Stampa italiana non parlare di riservatezza, per favore che non si parli di riservatezza: tirate fuori le cosidette e supportate la causa perchè un Paese è civile anche quando chi fa informazione sa fare davvero il suo dovere! E non doveva essere un Blogging-Day a ricordarvelo!

Se volete seguire gli aggiornamenti, stiamo Twittando con l’hashtag FreeRossellaUrru

[Se per caso mi succede qualcosa per via di questo post o degli eventuali commenti supportati moralmente: mi bastano della cioccolata e dei vestiti puliti! 😀 Sdrammatizziamo!]