Le uova in trippa alla romana

uova in trippa

C’ho la saudade, v’avviso, c’ho la saudade da traffico impazzito, metropolitana puzzolente, gente impazzita, aho’ da tutte le parti. C’ho la nostalgia-placebo, quella che c’ho sempre a inizio autunno perché qua le foglie cadono davvero mica come a Roma dove fanno finta, quella che poi se ne va in un attimo appena penso davvero a come sarebbe tornare a vivere giù e a come proprio non c’ho voglia. Quindi diffondo il verbo della cucina romana agli irish, gli insegno come si prepara questo, come si prepara quello e mi presento sempre allo stesso modo “I’m from Rome and Rome is the best place for foodlovers”, la tristezza dell’espatriato! 😀 Tutta l’inutile premessa di oggi per presentarvi un piatto romano poco conosciuto e parecchio ignorante nel senso che è pesante, non particolarmente bello da vedersi e portatore sano di sporco: le uova in trippa. Sisi, si chiamano proprio così e se vedete la foto non vi sembrano proprio striscettine di pancia di animale morto (c’ho la classe io, tzè 😀 )? 😀 😀

Il nome è particolarmente accattivante, lo so, e sebbene non ci sia traccia di trippa in questo piatto è stato chiamato così per via dei sapori che ricordano proprio quelli della trippa e delle striscioline che, sul piatto, sembrano proprio trippa: è la trippa di quelli che non vogliono preparare la trippa, mi pare chiaro! 😀

La particolarità di questo piatto unico è di essere preparato usando avanzi e in realtà nacque proprio per utilizzare il sugo residuo della domenica, l’umido, in modo da non sprecare nulla; ovviamente oggi che il sugo della domenica non avanza praticamente mai, e si prepara molto meno rispetto a prima, basta sostituirlo con del normale sugo di pomodoro.

Cosa serve per 4 persone
6 uova
sugo di umido
4 cucchiai di pecorino romano grattato
4 cucchiai di parmigiano grattato
menta romana
sale
pepe
Olio extravergine di oliva

Come si fa
1. Sbattere le uova, aggiungere il sale, il parmigiano e il pepe e mescolare per bene. Scaldare il sugo e lasciarlo nella pentola.
2. In una padella far scaldare poco olio quindi, una volta caldo, versare tutte le uova e cuocere la frittata 5 minuti su ogni lato.
3. Togliere la frittata dalla padella, tagliarla a strisce e adagiarla nella pentola con il sugo.
4. Aggiungere la menta romana e il pecorino, far saltare per qualche minuto a fiamma media quindi impiattare aggiungendo altro pecorino e altra mentuccia al bisogno. Servire tiepida con pane fatto in casa pronto per la scarpetta.

Tempo di preparazione: da 10 a 25 minuti se si deve preparare il sugo.

Risultato: è la goduria somma. Prendi il pane, lo inzuppi nel sugo, tagli alla meno peggio la frittata e ti prepari dei megapaninazzi zozzosi che quelli dello stadio ti sembrano dei bijoux!

Variante: se non avete sugo avanzato basta preparare un soffrittino veloce veloce e aggiungere dei pelati da far andare per una 15ina di minuti e poi tuffare le striscioline di frittata all’interno.

Variante 2: potete far restringere il sugo mettendo la frittata tagliata in una teglia da forno e coprendola con il sugo, il pecorino e la mentuccia e lasciando gratinare per circa 10 minuti a 200° ma la bontà di queste uova è anche il sugo che le accompagna che non deve essere “corto”.

Consiglio: abbondate di pecorino alla fine perché se trippa finta deve essere trippa finta sia!

(Foto di Giuseppe Milo)