Pinsa romana: ricetta, impasto e informazioni

pinsa

La pinsa romana è una tradizionale pizza romana che pizza non è

Pinsa si scrive proprio in questo modo, con la esse, perché deriva dal latino “pinsere”, allungare, verbo che spiega anche la forma di questo fantastico prodotto romano che presenta una forma ovale ed è più digeribile, per via di un impasto più leggero e la presenza di acqua fredda, della pizza classica.

A guardarla bene la pinsa dunque non è altro che una schiacciatina che nasce prima della pizza, di preciso all’epoca romana, dall’unione di diversi cereali macinati con acqua, sale ed erbe aromatiche che permettevano ai contadini di utilizzare le materie prime facilmente reperibili in maniera diversa, sostanziosa ma non pesante.

La ricetta classica utilizza un mix di farine diverse, grano tenero, soia e riso impastate con acqua rigorosamente fredda (l’acqua nel caso della pinsa rappresenta ben il 75%-80% dell’impasto!) e lievito in quantità molto basse; l’impasto, altra particolarità, viene lasciato lievitare per minimo 24 ore e massimo 150 ore. L’impasto arriva ad una lievitazione di 150 ore, cosa che rende la pinsa fragrante, digeribile e ipocalorica.

Il brand Di Marco, romano DOC, è riuscito a ricreare l’impasto di farine classico utilizzato nella ricetta originale e ha depositato la ricetta segreta dello stesso ma chiaramente se non sei a Roma oppure se semplicemente non volete usare mix pronti puoi provare a dosare le tre farine di cui sopra in maniera tale da ottenere il mix ideale per la pinsa.

Ecco comunque come preparo io la mia pinsa romana seguendo la mia ricetta e creando il mix da sola e utilizzando il forno classico; ovviamente il risultato è diverso rispetto a quello che si trova nelle “pinserie” romane o nelle pizzerie che preparano anche la pinsa; il mio consiglio è di provare e sperimentare partendo dalla ricetta fino a trovare quella che più fa al caso tuo e che meglio si adatta alle tue esigenze e anche al tuo forno!

Pinsa romana: ingredienti per circa 6 pinse romane

1 Kg di mix di grano tenero, soia e riso così composto:
* 800 grammi di farina di grano tenero
* 150 grammi di farina di riso
* 50 grammi di farina di soia
1/2 bustina di lievito secco
20 grammi di sale
10 grammi di olio extravergine di oliva
1 litro di acqua fredda di frigorifero in modo da arrivare all’80% di idratazione

Pinsa romana: ricetta

  1. Con le mani miscelare le tre farine quindi aggiungere il lievito e mescolare a mano o con l’impastatrice.
  2. Aggiungere l’80% dell’acqua fredda ed impastare per circa 3-4 minuti.
  3. Aggiungere il sale all’impasto ed impastare ancora quindi aggiungere anche l’olio e continuare ad impastare.
  4. Aggiungere l’acqua fredda restante, impastare ancora per almeno 5 minuti.
  5. Sistemare l’impasto della pinza in una ciotola e metterlo in frigorifero per minimo 24 ore (io di solito lo tengo 48!) quindi, trascorso il periodo della lievitazione, tirarlo fuori e ricavarne i panetti da stendere lasciandoli riposare fin quando non sono raddoppiati di volume ovvero per circa 3 ore.
  6. Riprendere i panetti, stenderli sulle teglie unte e condirle. Cuocere la pinsa in forno caldo a 200° per circa 10 minuti o quando la pinsa risulta croccante all’esterno e morbida all’interno.

Tempo di preparazione: +24 ore

Pinsa romana

Risultato: la pinsa è particolare perché essendo molto molto idratata è leggera e croccante all’esterno. Gli ingredienti possono fare la differenza ma anche la semplice con sale e olio extravergine di oliva è favolosa.

Variante: puoi preparare un lievitino a base di farina, acqua e lievito da utilizzare al posto del lievito classico per un effetto ancora più naturale.

Consiglio: se mentre impasti ti rendi conto di aver esagerato con l’acqua aggiungi farina sempre proporzionata tra le tre miscele mentre se ti rendi conto che è troppo secca aggiungi acqua fredda di frigorifero a filo impastando di continuo. In entrambi i casi potrebbe essere necessario aggiungere sale.