La bieta alla romana tra due fettine di pane

A me la bieta piace molto ma prima non la mangiavo, non c’era verso, non mi riusciva a piacere a priori perché non avendola mai assaggiata avevo deciso che era qualcosa che non avrei mai mangiato. Ma, perché c’è sempre un ma dentro certe storie, ho sempre mangiato la bieta alla romana perché non ho mai saputo che si trattava di bieta, quando me la portavano a tavola la mascheravano e al ristorante la ordinavano per me (ovviamente ero piccola, non in grado di intendere e di capire. Peggio di adesso quindi!) spacciandomela per chissà che cosa ma comunque per un piatto tradizionale, verdura ripassata in padella al pomodoro.

Poi l’illuminazione e l’amore spropositato per la bieta, il suo sapore, le sue costine e pure il suo colore al punto che il sabato mattina ormai una delle mie tappe fisse a Dublino è il mercato di Temple Bar per prendere la verdura dal contadino di Wicklow sperando abbia pure la bieta (quando ce l’ha è festa grande pure per lui che non credo veda mai nessun irlandese emozionarsi per della bieta peraltro da pulire e lavare! Bieta in inglese si dice “chard”, se per caso vi interessa saperlo).

Se volete cimentarvi con la ricetta della bieta alla romana sappiate che è semplicissima da preparare (molto molto simile alla cicoria strascinata!) e davvero non chiede nessunissima abilità nemmeno per tagliare la verdura a pezzi: ovviamente la rogna è dover pulire, lavare e tagliare la bieta per eliminare la terra ma il piacere di mangiare una verdura fresca ripaga la pallosità dell’operazione di pulizia-lavaggio.

Cosa serve per 3-4 persone
1 Kg di bieta (al netto di scarti)
4 acciughe dissalate
200 grammi di pelati (o pomodori perini senza semi)
2 spicchi di aglio
olio extravergine di oliva
sale

Come si fa
1. Pulire la bieta eliminando le parti andate a male e quelle troppo verdi delle coste, lavarla sotto l’acqua corrente almeno 3 volte quindi tagliarla a pezzettini e lavarla per un’ultima volta. Lessare la bieta in acqua salata, scolarla e strizzarla in modo da eliminare l’acqua in eccesso.
2. Far rosolare gli spicchi d’aglio nell’olio facendo attenzione che non si brucino quindi toglierli e versare nella padella le acciughe tagliate a pezzettini. Aggiungere i pelati e schiacciarli con la forchetta in modo che si sminuzzino e che, allo stesso tempo, si sciolgano del tutto anche le acciughe. Lasciar cuocere per 15 minuti.
3. Una volta che il pomodoro è abbastanza stretto calare nella stessa padella la bieta, mescolare per bene per far insaporire ed assaggiare per verificare il sapore quindi se necessario aggiungere sale. Portare a tavola calde, con un bel po’ di pane casareccio.

Tempo di preparazione: 1 ora compreso il tempo per lessare la bieta

Risultato: è così semplice che dire che è ottima secondo me è quasi peccato. E’ ottima comunque specie se la schiaffate dentro due fette di pane (tipo Lariano, dico io!).

Variante: alcuni aggiungono del pepe nero alla fine della cottura, altri usano non solo l’aglio ma anche il peperoncino per il soffrittino.

Consiglio: si mantiene benissimo a temperatura ambiente per 3 giorni e anzi, vi dirò, “vecchia” e riscaldata è pure più buona. Basta rimetterla nella padella con poco olio e un cucchiaio di acqua calda, scaldarla e servirla.