La ricetta degli iris siciliani con la crema, la cioccolata o la ricotta

In vista del Natale ho inaugurato la settimana del fritto senza ritegno e calcolando che domani, 29 novembre 2012, questo blog festeggia 2 anni di vita l’argomento frittura ci sta tutto visto che per me l’equazione fritto è bello è tutto tranne che una cosa da prendere sottogamba! 😀 Quindi ho sperimentato una ricetta che volevo preparare da tantissimo tempo, un dolce che mi ricorda di quando ero bambina, che mangiavo sempre diviso a metà con mio papà e che arriva direttamente dalla Sicilia (per dirla tutta: da una pasticceria siciliana della mia zona. Il proprietario è andato pure da Bonolis a Tira e Molla, una cosa per la quale è diventato una mezza specie di idolo delle folle per aver ballato Elvis The Pelvis in The Memphis!): l’iris. Si tratta di una palla fritta ripiena di cioccolata, crema o ricotta che è qualcosa di indescrivibile specie se pensate che ogni iris pesa qualcosa come 1 kg per via del suo ripieno. E’ godereccia pure da tenere in mano nel tovagliolino per evitare che le mani diventino un miscuglio di olio, pangrattato e crema! 😀

Per trovare la ricetta ho cercato ovunque ma alla fine per avvicinarmi all’originale ho seguito quella di Alba Allotta contenuta nel libro La cucina siciliana: ero scettica, tanto scettica, ma la sensazione che ho avuto mangiando il primo iris “scolato” è stata di stupore e anche parecchia incredulità.

Non mi venite a dire che è troppo pesante, abbiate pietà: l’iris è buonissimo, punto e basta! E’ ottimo anche senza nulla dentro e se fate come me e aggiungete la cioccolata una volta cotti con la siringa potete mangiare anche solo la pasta fritta e gioire con un sorriso a millemila denti. Io per la cronaca ho scelto di preparare dei mini-iris perché mangiarne uno intero è da pazzi… forse! 😀

Cosa serve per 12 mini-iris
500 grammi farina 00
50 grammi burro ammorbidito
25 grammi lievito di birra
4 uova
2.5 dl di latte tiepido
50 grammi di zucchero semolato
pangrattato
olio extravergine di oliva
sale

Come si fa
1. Setacciare la farina, aggiungere il burro e mescolare i due ingredienti. Aggiungere lo zucchero, il lievito sbriciolato, poco sale e il latte continuando a mescolare per bene in modo che non si creino grumi.
2. Sbattere 1 uovo, aggiungerlo al composto e ricominciare ad impastare lavorando la pasta con energia e facendole incorporare aria sbattendola e riprendendola sul piano leggermente infarinato.
3. Aggiungere poca acqua e lavorarla con forza fin quando non diventa soffice quindi lasciar lievitare a forma di palla dentro una teglia oliata per circa 1 ora.
4. Dividere l’impasto in panetti e ricavare da questi dei dischi del diametro di circa 8 cm. Sovrapporre un disco all’altro facendo aderire le estremità quindi lasciar lievitare per 45 minuti.
5. Trascorso questo tempo sbattere le altre 3 uova con poco sale quindi passare i dischi di pasta prima nelle uova sbattute poi nel pangrattato.
6. Scaldare l’olio e, una volta bollente, friggere gli iris fino a quando l’esterno non prende colore. Scolare su carta assorbente e lasciar intiepidire prima di farcire con crema/ricotta/cioccolata.

Tempo di preparazione: 2 ore

Risultato: soffici dentro, spugnose, bucherellate con tanta aria e croccanti all’esterno. Quando ne mangi una ti sembra di stare in paradiso e la pancia ringrazia molto! 😀

Variante: se volete potete aggiungere la crema di ricotta o di cioccolata al punto 4 riempiendo un disco di crema e chiudendolo con un altro disco. Io preferisco lasciarli vuoti e riempirli a piacere a cottura ultimata. Da Letizia potete vedere come vengono quando li riempite prima di friggerli! 😀

Variante 2: in versione celiaca sostituite la farina 00 con mix di farine per impasti salati e il pangrattato puo’ essere sostituito con i cereali GF tritati finemente o con pangrattato apposito.

Consiglio: andrebbero preparati e mangiati perché l’olio della frittura piano piano inizia a “scendere” e ammorbidisce troppo la pasta. Si conservano per massimo 24 ore dentro una busta di carta mentre è assolutamente vietato conservarli nei contenitori ermetici perché si ammorbidiscono e perdono forma e sapore.