Il fritto misto alla romana per la vigilia di Natale

La vigilia di Natale a Roma e provincia non è vigilia di Natale senza il fritto: si inizia a friggere dalla mattina per arrivare ben preparati alla sera quando, tanti o pochi che si sia ma tutti riuniti intorno alla tavola, si consuma il tradizionale rito nell’attesa della mezzanotte. Vi sembrerà strano ma il fritto alla romana per la vigilia di Natale è proprio una di quelle tradizioni immancabili e a cui rinunciare si fa fatica specialmente perché si tramanda di generazione in generazione e anche chi se ne va o si lascia contaminare da altri modi di festeggiare un piccolo pezzo della sua storia se lo porta sempre dietro. In pratica in casa di un romano per la vigilia non manca mai un pochino di fritto, volenti o nolenti. E’ sostanzialmente verdura fritta senza essere sbollentata prima e la pastella che la ricopre va rigorosamente preparata con l’acqua minerale (meglio se quella romana proprio, non mi pagano ma dico che la Claudia vince su tutti! 😀 ) anche se nell’accezione moderna la si prepara anche con la birra.

Include tutta una serie di verdure di stagione ovvero broccoli, patate, carciofi e patate (capisco la voglia ma i fiori di zucca non sono di stagione, non fatevi fregare! 😀 ) ma i più fortunati come la sottoscritta solitamente in tavola trovano anche la borragine fritta, difficilissima da trovare al supermercato o dal fruttivendolo e che va raccolta direttamente nei campi o magari coltivata (anche se raggiunge dimensioni incredibili, altro che l’edera!); accanto alle verdurine si infila qualche pezzo di baccalà e si finisce con le frittelle di mele, preparate usando lo stesso tipo di pastella e spolverate di zucchero quando sono ancora calde.

Ti lascio la ricetta della pastella, alle verdure, al pesce e alle mele pensateci voi… e sappiate che puzzare di fritto è obbligatorio la sera della vigilia di Natale!

Fritto misto alla romana: ingredienti per la pastella
Farina 00
acqua minerale

Fritto misto alla romana: ricetta
1. Mescolare con una forchetta la farina insieme ad un quantitativo di acqua minerale necessario per ottenere un composto liscio, nè troppo liquido nè troppo morbido. Per verificare che sia della consistenza giusta inzuppare la forchetta: se la pastella scende a fatica ma non resta attaccata vuol dire che consistenza è quella giusta. Per gli altri consigli su come fare la pastella romana vi rimando qua.
2. Inzuppare le verdure o il pesce nella pastella e friggere in abbondante olio caldo. Appena scolate salare. Nel caso delle frittelle di mela cospargere con zucchero semolato.

Il fritto va servito caldo, non c’è storia: serve una persona che si immola per la causa, che si alza per friggere le mele quando tutti stanno ancora mangiando, fa parte della tradizione.

Orrore degli orrori: friggere alle quattro del pomeriggio e mettere tutto in forno caldo a riscaldare, con l’olio che cola dappertutto e impregna l’impossibile.

Orrore degli orrori parte seconda: comprare i prodotti surgelati, friggerli o ancora peggio metterli in forno perché si è salutisti.

Vade retro, friggete, sporcate casa e che la pastella sia con voi! 😀