Castagnaccio, la ricetta toscana leggermente rivisitata

Castagnaccio toscano

Ho mangiato il castagnaccio la prima volta tanti tanti anni fa, durante gli anni dell’università quando ho imparato a mangiare tutto quello che passava il convento 🙂 Così dopo aver superato la diffidenza iniziale sono diventata una estimatrice di questo dolce toscano soprattutto perchè non è di una dolcezza esasperata e perchè, diciamola tutta, si prepara velocemente e senza grandi accortezze se non fosse per utilizzo di olio buono e farina di castagne di prima qualità.

Ormai mi capita di prepararlo spessissimo durante l’autunno/inverno ed è uno dei pochi modi in cui utilizzo la farina di castagne che altrimenti resterebbe dentro lo stipettino per tempo immemore.

Cosa serve per una teglia da 24 cm
750 ml di acqua
500 grammi di farina di castagne
100 grammi di pinoli
100 grammi di gherigli di noce
6 cucchiai di olio extravergine di oliva
80 grammi di uvetta
1 pizzico di sale grosso

Come si fa
1. Setacciare la farina e versarla a pioggia in una ciotola grande insieme al sale. Nel frattempo accendere il forno alla massima temperatura per farlo scaldare e mettere l’uvetta a mollo in acqua tiepida.
2. Sbattendo con un frusta a mano versare l’acqua a filo in modo che non di formino grumi e continuare a mescolare fino a quando il composto non diventa omogeneo e compatto, come fosse una pastella per fritti.
3. Versare nella pastella anche le noci tagliate grossolanamente e i pinoli e infine l’uvetta strizzata ed eventualmente asciugata.
4. Ungere la teglia e versare il composto cercando di livellarlo il più possibile quindi versare un paio di cucchiai di olio al centro in modo che vadano ad ammorbidire la pastella in cottura e dei pinoli interi. Cuocere a fuoco basso, 170-180 massimo, per circa 1 ora o comunque fino a quando la superficie del castagnaccio non risulta dorata e croccantina.

Risultato: dolce ma non eccessivo, il castagnaccio è ottimo se mangiato tiepido accompagnato da un bicchiere di vino o anche da un bel tè speziato.

Conservazione: la farina di castagne tende a seccarsi presto nonostante la presenza di olio ne ritardi la fine prematura. Dura e si mantiene per un paio di giorni ma va conservato in un luogo asciutto e al coperto, preferibilmente sotto uno strofinaccio leggermente umido o comunque in cotone.

Postillina: io non metto aghi di rosmarino nè noci in superficie prima di infornare MA la ricetta tradizionale prevede che se ne mettano per dare sapore e anche colore/spessore al dolce. Quindi puristi del castagnaccio sappiate che io non metto questi ingredienti MA so perfettamente che ci vanno 😀