Come si leggono le etichette alimentari

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etichetta alimentare

Non so voi ma a me piace leggere le etichette alimentari per cercare di capire cosa sto comprando: da un lato è anche un obbligo per me che soffro di molte allergie/intolleranze ma è diventato un appuntamento imperdibile quando vado al supermercato e devo comprare prodotti alimentari. Ma come si leggono le etichette alimentari?

In primis va detto che l’Unione Europea ha deciso di uniformare le voci presenti sulle etichette degli alimenti in modo tale da dar vita ad una sorta di standard comprensibile a tutti in tutti i Paesi dell’Ue: di fatto, ve lo assicuro, quello che è comprensibile in Italia non è comprensibile per esempio in Irlanda, anche se si uniformano le etichette!

Comunque, la prima voce a cui prestare attenzione quando leggiamo le etichette alimentari è anche la più importante: la lista degli ingredienti che viene per legge scritta in modo tale che il primo ingrediente sia quello maggiormente presente e via così, in ordine decrescente.

La lista degli ingredienti, grazie al cielo, contiene anche la lista degli additivi (indicati con la lettera E), ovvero gli elementi che aiutano il prodotto a colorarsi o non alterarsi con il tempo: gli additivi indicati con una sigla da E100 a E199 sono coloranti, quelli da E200 a E299 sono conservanti, quelli da E300 a E322 sono antiossidanti, quelli da E325 a E385 sono correttori di acidità e infine quelli indicati con una sigla da E400 a E495 sono addensanti, emulsionanti e stabilizzanti.

Sull’etichetta va riportato il peso netto e l’eventuale peso sgocciolato del prodotto se questo è immerso in un liquido ed è obbligatoria anche la presenza del codice a barre che identifica la provenienza dell’alimento oltre agli indirizzi dell’azienda fabbricante, dell’azienda che importa o da quella che confeziona il prodotto.

Non da meno sono i valori nutrizionali dell’alimento che stiamo acquistando e che sono espressi tenendo conto delle proteine, dei grassi, delle fibre, del sodio, delle vitamine e dei minerali in esso presenti: questi valori sono regolati dall’Ue per cui la dicitura “ad elevato contenuto di fibre” si può utilizzare soltanto per prodotti che contengono almeno 6 g di fibre per 100 grammi di prodotto e sui prodotti alimentari con un elevato contenuto di grassi o di zucchero non può apparire la dicitura “contiene vitamina C”.

Se stiamo acquistando un prodotto contenente sostanze geneticamente modificate, l’etichetta deve obbligatoriamente riportare l’indicazione Ogm se il prodotto contiene un totale di OGM superiore allo 0,9 %.

Per quel che riguarda il packaging, l’etichetta alimentare deve riportare esattamente il materiale usato per il confezionamento secondo questo schema: cartone (Ca), alluminio (Al), polivinilcloruro (Pvc), banda stagnata (Acc).

Infine uno degli argomenti più controversi, la data di scadenza: sull’etichetta la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” indica che fino a quella data il prodotto garantisce le sue proprietà e l’azienda è pronta ad assumersi ogni responsabilità in caso di problemi e che per qualche tempo dopo la data indicata il prodotto può continuare ad essere consumato. Se invece troviamo la dicitura “da consumarsi entro” il prodotto va necessariamente consumato entro la data indicata.

Ricordate, o almeno per me è una regola utilissima, che un prodotto con un’etichetta completa e piena di informazioni è quasi sempre migliore di un prodotto che presenta poche informazioni: so che non dovrei dirlo ma solitamente le grandi marche, o quelle di qualità, puntano molto sulla riconoscibilità delle loro etichette mentre i marchi da discount non prestano molto attenzione a questo aspetto (consapevoli che neanche i loro acquirenti lo fanno).

Dal 2012 tutti i produttori dovranno adeguarsi e mettere nero su bianco, direttamente sulle etichette alimentari, le seguenti voci:
Provenienza
Luogo di nascita, luogo di allevamento, luogo di macellazione delle carni;
Ingredienti eventualmente sostituiti con altri;
Scadenza
Presenza di allergeni ben evidenziati a livello grafico;
Oli e grassi.

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Categorie: Scuola di cucina
Articolo scritto da Veruska Anconitano aka La Cuochina Sopraffina

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