Gluten sensitivity: sintomi, diagnosi e cure

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Su queste pagine mi è capitato spesso di parlare di celiachia ma è su un disturbo molto simile, e ancora poco conosciuto nonostante sia diffuso, che voglio concentrarmi oggi: la sensibilità al glutine o gluten sensitivity. Si tratta sostanzialmente di quella patologia che provoca gli stessi sintomi della celiachia e dell’allergia al grano ma senza che il soggetto sia affetto da nessuna di queste 2 patologie.

I sintomi più comuni della sensibilità al glutine sono infatti dolore addominale associato a bruciore alla bocca dello stomaco, nausea e vomito, gas intestinale, stitichezza e/o diarrea, fatica, crampi muscolari e dolori articolari, mal di testa e anemia e si tratta di sintomi molto simili a quelli

Per arrivare alla diagnosi gli step sono due: in primis, si devono effettuare i test per la celiachia e poi, se questi sono negativi, quelli per l’allergia al grano i quali, se sono negativi anche loro, portano ad una naturale esclusione di entrambe le patologie e a parlare di “sospetta sensibilità al glutine”. Non esiste infatti alcun protocollo medico che consenta di stabilire con certezza in che modo diagnosticare questa sensibilità che dunque va valutata empiricamente alla luce dei risultati ottenuti dagli esami per le due patologie precedenti.

La sensibilità al glutine si conferma di fatto quando, assumendo una dieta gluten-free, si arriva alla soluzione del problema e si sta bene per cui è necessario continuare ad alimentarsi in questo modo vivendo di fatto come una persona celiachia.

La differenza con la celiachia è che la sensibilità non provoca alterazioni a livello di stomaco e intestino e potrebbe sparire con gli anni; allo stesso modo, se la celiachia consente di essere esenti e di poter dunque acquistare prodotti senza glutine senza pagarli, la sensibilità al glutine no e dunque chi è affetto da questa patologia per ora in Italia non può fare altro che pagare per quello che acquista.

Di fatto, dunque, chi è sensibile al glutine deve seguire la stessa identica dieta dei celiaci privilegiando carne e pesce, verdura e frutta e facendo attenzione a consumare prodotti a base di cereali naturalmente senza glutine come riso, mais, quinoa, amaranto, miglio e patate.

Seguendo una dieta senza glutine i sensibili avvertono spesso un subitaneo miglioramento dei sintomi che nel giro di un paio di settimane possono già stare bene nonostante ovviamente si tratti di una risposta tutta personale dell’organismo e dunque potrebbero volerci più di 2 settimane per avvertire i primi miglioramenti.

Secondo gli esperti sono circa 3,5 milioni i potenziali sensibili al glutine in Italia (non vi sto a dire in Irlanda dove tra celiaci e sensibili al glutine c’è una vasta quantità della popolazione ad essere malata) a causa della prolina, la proteina naturalmente presente nel glutine e poco digeribile per l’organismo umano.

Vi segnalo a questo proposito l’utilissimo www.glutensensitive.net dove si trovano informazioni dettagliate su questa patologia, i centri dove viene effettuata la diagnosi, le ricette a cura di Dr. Schär e le testimonianze degli utenti: non sto dicendo di farvi prendere dal panico ma se avvertite i sintomi di cui sopra pensateci bene, sottoponetevi ai vari esami e cercate di trarre le conclusioni più opportune senza chiaramente farvi abbindolare.