Come stendere i panni sullo stendino e l’arte di arrangiarsi

C’è stato un tempo in cui io, studentessa fuorisede tutto tranne che ordinata, non sapevo stendere i panni appena lavati e, nonostante la mia voglia di stirare era/è pari a zero, alla fine mi toccava comunque stirare perché dopo aver tirato giù i panni dallo stendino sembrava fossero passati sotto i piedi e le mani di qualche barbaro. Poi un’estate arrivò lei, la mamma salvatrice, che in un noioso (che diventò ancora più noioso! 😀 ) pomeriggio d’estate senese mi svelò i trucchetti del buon stendere sullo stendino che oggi ancora mi sono utili anche se onestamente la cura che ha lei quando stende il bucato io ce l’ho sotto i piedi. Però faccio più lavatrici io che una famiglia con 8 figli gemelli di 2 anni e ormai per mio marito sono la titolare della lavanderia che entra in funzione un numero spropositato di volte durante la settimana (ma la colpa è degli allenamenti di calcio e della palestra!).

Partiamo da un dato di fatto idiota: se stendi bene o almeno stendi senza fare le pieghe quando vai a ritirare il bucato non devi distruggerti per farlo tornare a sembianze decenti. Per stendere senza fare le pieghe basta non lasciare il bucato bagnato nella lavatrice troppo a lungo una volta finito il lavaggio perché con il calore (anche se lavate a freddo!) le pieghe che si formano sui vestiti diventano tipo macchie indelebili e serve Hulk per lavorarli.

Veniamo poi alle modalità di “stesura” dei panni che seguono una precisa logica medievale: prima va lasciato lo spazio per i pezzi grossi poi man mano si passa a quelli piccoli con calzini e mutande che devono occupare meno spazio possibile sullo stendino (e possibilmente non essere messi in posizioni visibili ad occhio nudo, specie se i calzini c’hanno i buchi! 😀 ). Ah, sarebbe bene non far fare troppi giri al bucato ma onestamente questi permettono alle cose di asciugarsi prima e quindi io glieli faccio fare lo stesso mentre è utilissimo sbattere i panni appena tirati fuori come se si stesse picchiando qualcuno (mia nonna, 90 anni, se li sbatte sulle ginocchia e nonostante lei stiri tutto le sue cose escono già stirate!!!)

Praticamente si fa così o almeno io faccio così:

– lenzuola, asciugamani, stracci si appendono dalle sommità (sulla parte dura della cucitura) così non resta il segno della molletta;
– le magliette si appendono sotto le braccia all’altezza dell’ascella in modo tale che il segno della molletta sia più nascosto possibile e se non serve la molletta non è necessaria;
– i pantaloni e le gonne vanno stesi con la molletta attaccata alla vita sempre per lo stesso motivo di cui sopra. I jeans che sono più pesanti possono essere anche appesi per il cavallo, sempre perché in questo modo il punto di attacco della molletta resta abbastanza nascosto;
– i vestiti vanno stesi sempre con la molletta sotto l’ascella per lo stesso motivo delle magliette;
le mollette sulle camicie vanno applicate sulla piegatura del colletto perché è una delle zone che si stira più facilmente (dicono loro, io non lo so perché le porto in lavanderia 😀 );
– calzini e calze si stendono con la molletta attaccata sulla cucitura del piede e mai sul tubolare perché altrimenti tendono a slabrarsi e resta il segno della pinza;
– le mutande si attaccano con la molletta di lato, i reggiseni appesi senza molletta.

Detto questo, stendere sullo stendino è una faticaccia perché spesso pure se rispetti le “regole” la fatica di stirare devi farla lo stesso e anche doppia: per dire, le magliette scure le puoi appendere dalle ascelle ma rischi che si formi la linea dovuta al contatto della maglietta bagnata con l’asticella dello stendino e per toglierla ti serve mezzo serbatoio del ferro da stiro più Braccio di Ferro alla massima potenza.

Per non parlare del dove stendere e quando perché pure in quel caso ci sono modalità da seguire e regole da rispettare quasi scrupolosamente ma ne riparliamo…

Ma voi tutte queste regole le seguire? Come stendete sullo stendino? Seguite una routine o vi affidate al caso sperando che porti bene? 🙂 Dite dite…